THCV: Tutto quello che c'è da sapere sul tetraidrocannabivarina
Il THCV, noto anche come tetraidrocannabivarina, è un cannabinoide derivato dalla canapa che ha conosciuto una grande diffusione nei negozi di CBD dopo il divieto dell'HHC nel giugno 2023.
Insieme al suo gemello THCP e a molti altri, il THCV ha raggiunto una certa notorietà ed è stato apprezzato da molti consumatori, prima di essere vietato nel giugno 2024.
Ultimamente, però, sta comparendo qua e là in diversi negozi di CBD, sia fisici che online. Perché? Cos'è esattamente il tetraidrocannabivarina? Quali sono i suoi effetti e cosa sappiamo al riguardo? Vi forniremo una breve panoramica di tutto ciò che c'è da sapere sul THCV.
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THCV: Che cos'è?
La tetraidrocannabivarina è un cannabinoide minore presente naturalmente nelle piante di canapa e cannabis, in particolare nelle varietà la cui genetica deriva da piante di canapa selvatica africana, come Durban Poison. Torneremo su questo punto a breve.
A livello molecolare, il THCV è molto simile al THC, con una sola eccezione: la catena laterale. Il THC ha una catena di carbonio pentile con cinque atomi di carbonio, mentre il THCV ha una catena propilica con tre atomi di carbonio. Per inciso, questa è anche l'unica differenza tra il THCV e il THCJD (tetraidrocannabioctil), che ha una catena ottilica con otto atomi di carbonio, e il THCB (tetraidrocannabutile), che ha una catena butilica con quattro atomi di carbonio.
Questa differenza può sembrare minima, ma cambia radicalmente il comportamento e la potenza della molecola. Nel caso del THCV, la molecola interagisce più debolmente con il sistema endocannabinoide, risultando meno psicoattiva del THC. I suoi effetti sono inoltre di durata inferiore.
La scoperta del THCV
La tetraidrocannabivarina è stata presumibilmente scoperta e isolata per la prima volta nel 1973da un team di ricercatori guidato dal rinomato Raphael Mechoulam, che lavorava presso l'Università Ebraica diusa.
Lo studio si è concentrato su varietà di Cannabis sativa e Cannabis indica, in particolare quelle provenienti dalle regioni dell'Africa equatoriale, dove è noto che le piante producono profili di cannabinoidi unici.
Grazie a questo lavoro, i ricercatori hanno concluso che le varietà autoctone dell'Africa equatoriale, come Malawi, Red Congolese, Power Plant o Jack the Ripper, presentano una differenza fondamentale rispetto alle altre varietà: il loro livello di THCV.
In generale, il livello di THCV raramente supera lo 0,5%, ma in questa varietà può arrivare fino al 6% nei fiori essiccati.
Curiosità: le autorità doganali, portuali e di polizia hanno poi utilizzato i risultati di questo studio per determinare se le varietà sequestrate provenissero dall'Africa centrale, misurando il livello di THCV.
Effetti del THCV: psicoattività, regolazione dell'appetito e benefici
Il THCV ha un potenziale psicoattivo inferiore rispetto al THC, ma si comporta in modo particolare, soprattutto se combinato con quest'ultimo. A basse dosi, può limitare gli effetti psicoattivi del THC. Tuttavia, a dosi elevate (oltre il 2%), si ritiene che abbia l'effetto opposto: ne potenzia gli effetti.
Tra gli altri effetti del THCV elencati negli studi, i più importanti sono:
Regolazione dell'appetito
Il THCV a basso dosaggio ha un effetto antagonista sui recettori CB1 . Ciò significa che può aiutare a regolare la sensazione di fame, in particolare quella legata al consumo di THC [ 1 ].
Disturbi metabolici
Studi preliminari indicano che il THCV può migliorare la sensibilità all'insulina e aiutare a regolare la glicemia, rendendolo un potenziale candidato per il trattamento del diabete di tipo 2 [2].
Malattie neurodegenerative
Il THCV mostra anche proprietà neuroprotettive e antinfiammatorie, aprendo possibilità per il trattamento di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson. Gli studi suggeriscono che il THCV possa proteggere i neuroni dopaminergici, ma sono necessarie ulteriori ricerche per convalidare questi effetti.[3]
Possibili effetti sull'energia e sulla motivazione
Uno studio clinico in doppio cieco condotto da Phylos e People Science ha rivelato che il THCV può aumentare l'energia e la motivazione senza causare l'aumento dell'appetito spesso associato al THC. I partecipanti che hanno consumato caramelle infuse con THCV hanno riferito di sentirsi più energici e coinvolti nelle loro attività quotidiane.[4]
Legalità del THCV: divieto, ricorsi e autorizzazione
Nel maggio 2024, l'Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (ANSM) ha deciso di classificare come stupefacenti una grande quantità di cannabinoidi derivati dal CBD presenti sul mercato, vietandone la produzione, la vendita e usain Francia a partire dal 3 giugno 2024. Tra questi figuravano THCV, THCP, HHCPO e H3BN.
Questa decisione ha però rappresentato un problema per i professionisti del settore della canapa e dei cannabinoidi, poiché la molecola è naturalmente presente nella maggior parte delle varietà. Il suo divieto avrebbe quindi comportato anche il divieto del CBD, ovvero della canapa biologica.
Diverse organizzazioni, tra cui l'Associazione francese dei produttori di cannabinoidi (AFPC), l'Unione delle industrie per la valorizzazione degli estratti di canapa (UIVEC) e l'Unione dei professionisti del CBD (UPCBD), hanno sottolineato l'eccessiva severità del divieto totale del THCV. L'UPCBD aveva addirittura annunciato di star preparando un ricorso per contestare la classificazione del THCV come sostanza stupefacente.
In risposta a queste dichiarazioni, l'ANSM ha deciso di rivalutare la propria posizione. Il 3 giugno, giorno in cui il divieto è entrato in vigore, ha modificato il suo annuncio iniziale, escludendo il THCV dall'elenco delle sostanze stupefacenti, a condizione che il suo contenuto nei prodotti non superi lo 0,3%.
In sintesi, il THCV non è classificato come stupefacente in Francia, ma la sua concentrazione non deve superare lo 0,3%.
La nostra opinione sul THCV
Il THCV è un nuovo cannabinoide naturale molto interessante, sia per le sue potenziali applicazioni sia per le complicazioni legali che ha dovuto affrontare. Per certi versi, è molto rappresentativo delle sfide poste dai nuovi cannabinoidi in termini di regolamentazione e delle problematiche mediche ad essi connesse.
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Fonti
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